LA CINTA MEDIEVALE

Nei  secolo tra il V e il XI la città di Verona si andò espandendo fuori dalle mura, sia a destra dell’Adige, a cavallo della Via Postumia, sia nella parte sinistra, verso oriente. Crebbe così l’esigenza di proteggere questi nuovi insediamenti allargando la cinta muraria. La nuova cinta fu costruita intorno al XII secolo e includeva le importanti chiese di S. Stefano, S. Giovanni in Valle e S. Maria in Organo a sinistra dell’Adige ed era un muro costruito in fretta e di dubbia efficacia. Poche sono le tracce rimaste e forse l’ unica di un certo rilievo è Porta Organa, una semplice apertura ad arco presso la chiesa omonoma.

A destra dell’Adige la nuova cinta sorse alcuni anni dopo e seguiva la depressione dell’Adigetto. Essa dava protezione ai vari borghi cresciuti a ridosso della città tra cui l’attuale dei Filippini dove era attivo un porto fluviale. Il muro comunale partiva presso l’ansa dell’Adige dov’è ora Castelvecchio e seguiva l’andamento tortuoso dell’Adigetto fino a collegarsi di nuovo all’Adige nei pressi dell’attuale Ponte Aleardi. In parte crollato dopo qualche decennio a causa della corrosione dell’acqua, fu ricostruito qualche metro più indietro da Ezzelino da Romano, allora signore della città. La muraglia, più volte rimaneggiata è tuttora visibile lungo Via Pallone e comprendeva in sé l’Arco dei Gavi, utilizzato come porta d’accesso  e i portoni della Bra oltre a varie fornici verso est. Molte erano le torri a irrobustire il muro lungo il suo tracciato, la più importante delle quali è la Torre Pentagona, attualmente addossata alla Gran Guardia.

I secoli seguenti videro crescere fuori dalle mura altri importanti sobborghi attorno all’Abbazia di S. Zeno e ai monasteri di S. Spirito e della S. Trinità oltre al borgo di Ognissanti (l’attuale Corso Porta Palio) e fu creato un primo sistema difensivo che consisteva in un fossato con palizzate e piccole torri sul cui corso, che distava circa 800 m dal muro Comunale, si verranno ad edificare le strutture difensive successive che includeranno perciò i sobborghi descritti.

LE MURA SCALIGERE

Nel secolo XIV. Gli Scaligeri, signori di Verona, costruirono Castelvecchio con annesso il ponte merlato, meraviglia dell’architettura dell’epoca e la cinta muraria esterna (cinta magistrale) rimaneggiata poi nelle varie epoche dai Visconti, i Veneziani e gli Austriaci. Le torri e le cortine merlate di Cangrande ancora oggi svettano sulla parte alta di Verona e ne caratterizzano artisticamente il panorama. Numerosi castelli e il “Serraglio” tra il Mincio e il Tione completarono all'esterno le difese di Verona scaligera.

Al tramonto degli ultimi Scaligeri sopravvenne Giangaleazzo Visconti che rinforzò la cinta e vi costruì la Cittadella fra la cinta comunale e quella Scaligera. Rifece poi di sanapianta il Castello di Teodorico sul colle di S.Pietro e costruì il Castello S.Felice al vertice settentrionale della collina.

IL DOMINIO VENEZIANO

Dal 1405 Verona passò sotto il dominio di Venezia la quale ne volle fare la principale fortezza di terraferma. Pertanto, rafforzate le parti ancora efficienti delle mura scaligere, ricostruì la cinta nei tratti più esposti sotto la direzione di Michele Sammicheli, in base ai nuovi concetti di fortificazione “bastionata”. La cinta risultò non solo efficace ma anche valida artisticamente. Veneziana è l’attuale Porta Vescovo come pure Porta S.Giorgio. A destra dell’ Adige la cinta veneziana, seguendo il tracciato delle mura scaligere, ne stravolse però la tipologia: al posto delle cortine costituite dal solo muro verticale, non più attuale, ne costruirono altre più spesse e dotate di terrapieno, le torri lasciarono il posto ai bastioni e le porte rifatte e adattate alle nuove esigenze. Spiccano fra di esse le tre porte del Sammicheli: Porta Nuova, Porta Palio e Porta S.Zeno. In quel periodo fu spianato il fossato che delimitava la Cittadella e su di esso fu costruita la principale via d’accesso alla città, quello che diventerà poi l’odierno Corso Porta Nuova. La cinta veneziana rimase immutata fino all’arrivo dei Francesi nel 1796.

La cinta Austriaca

La cinta e le mura

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